Libri

Anatomia del musicista · Tecnica e performance

Chitarre, bassi, liuti, ukulele, mandolini, oud, banjo, sitar e balalaike

Libro illustrato, 236 pagine.
Marc Papillon Éditions – 2022

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Copertina di Anatomia del musicista: Chitarre, bassi, liuti, ukulele, mandolini, oud, banjo, sitar e balalaike.

Il libro

Tutto comincia da un’idea. Forse desideri entrare in una formazione già esistente o fondare un nuovo ensemble? Forse vuoi portare il tuo modo di suonare a un livello completamente nuovo?

Riscopri con occhi nuovi ciascuno dei sistemi coinvolti, per poi farli lavorare insieme con disinvoltura:

Visualizzare e sentire con più chiarezza

L’anatomia funzionale al centro della tua tecnica, al servizio della musica!

Prefazione di Gabriele Natilla

Illustrazione tratta da Anatomia del musicista: Chitarre, bassi, liuti, ukulele, mandolini, oud, banjo, sitar e balalaike.

Chitarrista, liutista e insegnante.

Non si può negarlo: mettersi in discussione è di per sé un privilegio.

Il privilegio di poter percorrere strade diverse per raggiungere un obiettivo. Il privilegio di adattare quell’obiettivo alla luce di nuove esigenze e nuove consapevolezze. Mi sento privilegiato a fare questo mestiere, o più precisamente i mestieri della musica. Per me i principali sono il palcoscenico e l’insegnamento. I periodi in cui mi sono messo in discussione sono stati tra i più fecondi della mia vita musicale.

Ho cominciato a leggere il libro “Anatomia del musicista” in un giorno qualunque, durante una pausa tra una lezione e l’altra al conservatorio. Non ho più guardato l’allievo successivo allo stesso modo: è impossibile non pensare alle informazioni e alle riflessioni che questo testo offre.

Marc ha il merito di aver dato un nome a tante cose di cui probabilmente intuivamo l’esistenza. Aspetti con cui facciamo i conti e che qui ritroviamo organizzati in sistemi, messi in relazione tra loro, perché possiamo addomesticarli.

Sono cresciuto con la chitarra classica. E senza dubbio la natura instabile e in continua evoluzione di questo strumento mi ha spinto ad allargare i miei interessi ad altri strumenti della stessa famiglia: le corde pizzicate antiche (liuti, chitarra barocca, tiorba…), per non parlare del fascino di nuovi repertori antichi.

Mettere in prospettiva l’approccio fisico e concettuale di ciascuno di questi strumenti non è soltanto appassionante, ma anche benefico. Ci spinge ad adattare continuamente il nostro ascolto, le nostre dita, il nostro corpo.

Libri come “Anatomia del musicista” ci ricordano che un gesto deve restare musicale. E che può essere al tempo stesso bello, sano, efficace e piacevole. E il piacere ci sta a cuore! Un musicista che prova piacere nel suonare è, potenzialmente, in grado di dare piacere agli altri. Non è forse uno dei nostri primi obiettivi? Ben lontano dalla prestazione fine a sé stessa o, peggio, come mezzo per vincere una competizione di qualsiasi tipo. Mi piace pensare che ognuno di noi sia, in almeno una piccola cosa, anche una sola, il migliore di tutti. Una semplice frase in un brano, una diteggiatura ispirata, un vibrato su una sola nota: nessuno la suonerà bene quanto noi. Siamo tutti unici.

Ricordo il tempo in cui ero un giovane studente all’Accademia Chigiana e all’Università di Siena. Un signore molto distinto, un nobile scozzese, veniva ogni giorno ad assistere alle lezioni di chitarra tra le mura medievali di Palazzo Chigi-Saracini. Un giorno, durante la pausa, parlando di concorsi (ma lo stesso si potrebbe dire dei concerti o di qualsiasi altro modo di trasmettere la propria arte), quell’uomo disse una cosa che non ho mai dimenticato: “Se si devono fare concorsi, è per dare il meglio di sé. Andarci per vincere non sarebbe molto gentile verso gli altri.” Ne concludo che un musicista deve restare un gentiluomo.

Gabriele Natilla, chitarrista, liutista e insegnante.

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Anatomia del musicista
Libro illustrato, 236 pagine.
Marc Papillon Éditions – 2022

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